Arredamento studio fisioterapico

Arredamento studio fisioterapico

Uno studio fisioterapico si distingue leggermente dai tradizionali studi medici, in quanto è improntato alla riabilitazione fisica del paziente che ha subito un incidente o un infortunio. Nell'ambito di un percorso che mira a recuperarne la completa mobilità, il paziente intraprende con il proprio fisioterapista un iter di importante ripresa, che coinvolge anche gli aspetti psicologici e si riflette sicuramente sulle scelte in termini di arredamento dell'ambiente. Ecco che, pur persistendo gli elementi fondamentali di un classico studio medico, come ad esempio cassettiere, ampi schedari e librerie che fungono da divisori e che favoriscono la riservatezza, è previsto anche un grado maggiore di personalizzazione degli spazi. All'interno di questo approfondimento si vedranno i componenti d'arredo indispensabili per uno studio di fisioterapia, assieme ad una panoramica del design più appropriato per i diversi locali che lo compongono.

Studio fisioterapico: quali elementi non possono mancare?


Prima della fase di arredamento vera e propria, la progettazione dei diversi ambienti riveste un ruolo fondamentale. Grazie ad un'accurata divisione degli spazi, in virtù delle funzioni specifiche che vi si svolgeranno all'interno, vanno individuati fin da subito i mobili che non potranno mancare. All'interno di uno studio di fisioterapia convivono infatti almeno due anime distinte: da un lato quella strettamente medico-specialistica, che prevede l'impiego della classica strumentazione sanitaria, dall'altro quella più mirata alla terapia motoria, che si svolge all'interno di locali simili a delle palestre. L'arredamento e lo stile potranno perciò variare molto a seconda delle singole stanze: da lettini per pazienti a sedie girevoli che consentono un'ottima stabilità, da ampie cassettiere dotate di lucchetti per lo spogliatoio agli schedari per le cartelle dei pazienti. È importante ricordare in fase di progettazione che uno studio fisioterapico può essere composto di elementi anche molto ingombranti, la cui disposizione deve essere pianificata il più possibile in anticipo.

Fare una buona impressione attraverso l'arredamento di uno studio fisioterapico


La sala d'attesa costituisce una componente fondamentale di uno studio fisioterapico. A seconda dello spazio a disposizione, è importante prevedere almeno due o tre sedie che possano ospitare le persone che si alternano durante i turni di visita. Le sedie dovrebbero inoltre essere disposte permettendo sempre l'accessibilità da parte di persone con ridotta capacità motoria, nel rispetto di quanto previsto dalla legge. Sempre per quanto riguarda la sala reception, che può essere raccolta oppure particolarmente spaziosa, è importante comunicare a chi entra fin da subito un senso di pulizia e professionalità. Il paziente che si trova a visitare uno studio fisioterapico deve avere la sensazione di essere accolto da professionisti e di essere, in sostanza, in buone mani. Detto questo, la reception o sala d'attesa è probabilmente una delle zone dello studio fisioterapico che maggiormente si presta ad essere personalizzata, riflettendo i gusti dei professionisti che vi lavorano. Ecco dunque che, se si desidera inserire uno o al massimo due elementi di gusto personale, come dei quadri o delle stampe eleganti, questo è lo spazio adeguato. Infine, risulta importante curare tutti i dettagli: qualora si decida di inserire un elemento vivo, come può essere ad esempio una pianta, bisogna averne la massima cura, perché non esiste impressione più negativa di uno studio che comunica poca attenzione. In sostanza, è anche da queste piccole sfumature che uno studio fisioterapico può impressionare piacevolmente i propri pazienti, soprattutto quando si trovano alla prima visita.

Un tocco di colore nelle zone adatte


Per quanto riguarda la scelta del colore alle pareti, lo studio fisioterapico si distingue certamente dai tradizionali studi medici. L'arredatore consapevole sa infatti che attraverso le tonalità di colore è possibile agire a livello psicologico sul paziente, invitando su di un piano subliminale a motivare e recuperare l'energia necessaria per intraprendere una pronta riabilitazione. Non sono rari, infatti, i casi di studi fisioterapici in cui, pur con una predominanza generale di toni neutri, è possibile trovare pareti illuminate da tonalità brillanti, come verde acido e arancio vitaminico. Questi due colori sono associati all'azione ma non sono forti come può esserlo ad esempio il rosso: essi sono perfetti perciò per stimolare il subconscio del paziente a ritrovare la corretta mobilità in un ambiente sereno ed accogliente. Il bianco e le tonalità neutre rimangono comunque i protagonisti: essi devono giocare il ruolo fondamentale nella scelta dei colori per le pareti di uno studio di fisioterapia, soprattutto per le stanze nelle quali sono presenti attrezzature mediche per esami specialistici. Tuttavia, per le stanze adibite alla riabilitazione dei movimenti, come le cosiddette palestrine, si possono inserire dettagli di colore acceso ma non "passionale", che conferiscano energia al paziente.

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